Firenze è una città attraversata da un fiume: il celebre Arno d’argento nel quale Manzoni veniva a lavare i panni..
Nel corso dei secoli i vari ponti sono stati costruiti e distrutti. A volte per cause “naturali” come le alluvioni (la più famosa quella del 1966). Ma anche le guerre, come la seconda guerra mondiale, hanno fatto danni al patrimonio artistico fiorentino.
Durante la II° Guerra Mondiale vennero tutti abbattuti tranne Ponte Vecchio. Venne infatti concordata un’area di rispetto di circa 900 metri intorno al Ponte Vecchio che avrebbe dovuto mettere al sicuro la parte più preziosa del patrimonio artistico.
Questi sono i principali ponti di Firenze:
Ponte di San Niccolò
Il primo ponte, intitolato a San Fernando, venne costruito tra il 1836 e il 1837 dalla ditta Séguin come ponte sospeso (come il ponte San Leopoldo, oggi sostituito dal ponte alla Vittoria). Ricostruito con il nome attuale nel 1890 per permettere il passaggio del tram, fu poi chiuso 1939. Un ponte provvisorio, costruito nel 1944 dagli Alleati, fu infine smontato per la costruzione dell’attuale ponte, edificato nel 1949 su progetto di R.Moranti.
Ponte alle Grazie
Terzo ponte realizzato a Firenze in muratura, fu costruito nel 1237 già interamente in pietra, con nove arcate, nel punto più ampio del fiume; superò la violenta alluvione del 1333 e nel 1347 due delle arcate sulla riva sinistra furono chiuse per ampliare piazza dei Mozzi. Sopra i pilastri sorsero, già a partire dal 1292 numerose casette di legno, perlopiù tabernacoli, poi trasformati in cappelle, romitori e botteghe. Fra questi c’erano le celle delle «murate», dove viveva sin dal 1320 una piccola comunità di monache di clausura trasferite poi nel Quattrocento nel monastero omonimo in via Ghibellina. Fra queste cappelle c’era una con una Madonna di patronato degli Alberti presente sul primo pilone dell’antica struttura, detta Santa Maria alle Grazie (attribuita al Maestro della Santa Cecilia, fine XIII-inizi XIV secolo), da cui il ponte prende il nome attuale (in sostituzione del nome di ‘ponte Rubaconte’, dal nome del podestà Rubaconte da Mandello). Gli edifici che vi sorgevano furono demoliti nel 1876 per consentire il passaggio del tram, aggiungendo inoltre due marciapiedi in ghisa sporgenti. Nel vicino Lungardo Diaz nel 1874 era stato comunque costruito un piccolo oratorio per conservare l’immagine miracolosa Una terza arcata fu chiusa nel XX secolo per la realizzazione del Lungarno. Distrutto dai tedeschi nel 1944, l’anno seguente fu bandito un concorso per la ricostruzione (completata nel 1957).
Ponte Vecchio
Il ponte Vecchio è uno dei simboli della città di Firenze e attraversa il fiume Arno nel suo punto più stretto. La prima costruzione risale all’epoca romana, ma fu più volte danneggiato dalle alluvioni del fiume: dopo quella violentissima del 1333, venne ricostruito nel 1345 ad opera di Taddeo Gaddi e Neri Fioravanti, a tre arcate, con il passaggio fiancheggiato da due file di botteghe artigiane. È l’unico ponte di Firenze che non venne fatto saltare dai tedeschi durante la ritirata del 1944.
Ponte di Santa Trinita
Il ponte prende il nome dalla chiesa della Santa Trinità. Il primo ponte in legno, la cui costruzione fu finanziata dal nobile Lamberto Frescobaldi, risale al 1252. Crollato nel 1259 fu sostituito da un ponte in pietra, travolto dall’alluvione del 1333. La ricostruzione si prolungò dal 1346 al 1415, ma una nuova alluvione distrusse nuovamente il ponte nel 1557. Bartolomeo Ammannati ricevette l’incarico da Cosimo I di riscostruire il ponte con un progetto che vide l’aiuto pare anche di Michelangelo, il quale applico la caratteristica linea ellittica nell’arcata, un’innovazione stilistica che precede lo stile barocco che aveva già sperimentato nelle tombe dei Medici presso le Cappelle Medicee; i lavori iniziati nel 1567 furono completati nel 1571. Alle estremità furono collocate nel 1608 le statue delle Quattro Stagioni, in occasione delle nozze di Cosimo II con Maddalena d’Austria. Dopo la distruzione dovuta alla ritirata tedesca del 1944 fu ricostruito tra il 1955 e il 1958 su progetto di R. Gizdulich e dell’ingegner Brizzi, copia fedele del ponte distrutto (dopo lunghe discussioni sulla particolare curva delle arcate). Solo nel 1961 fu recuperata sul fondo del fiume la testa della statua della Primavera, ora ricollocata al suo posto.
Ponte alla Carraia
Il ponte fu costruito in legno nel 1218 con il nome di ‘Ponte nuovo’; distrutto dall’alluvione del 1269 fu ricostruito con piloni in pietra e carreggiata in legno e nuovamente distrutto nella piena del 1333. Nuovamente ricostruito fu il secondo ponte cittadino interamente in pietra e presentava due piccole cappelle alle estremità. Il nome attuale deriva dalla possibilità di percorrerlo con i carri. Per ordine di Cosimo I il ponte fu allargato e rinforzato da Bartolomeo Ammannati dopo aver subito danni nell’alluvione del 1557. Nel 1867 vi furono aggiunti due marciapiedi a sbalzo. Dopo la distruzione per la ritirata dei tedeschi nel 1944 fu ricostruito su progetto di E.Fagioli tra il 1948 e il 1952 e per la sua accentuata curvatura fu soprannominato ‘il ponte gobbo’.
Ponte Vespucci
Un primo ponte al servizio del quartiere di San Frediano (’ponte di via Melegnano’) fu installato nel 1949, quando su piloni in muratura vennero appoggiati i materiali provenienti dai ponti sospesi collocati dopo le distruzioni della ritirata tedesca al posto del ponte alla Carraia e del ponte San Niccolò, che stavano per essere ricostruiti definitivamente. Tra il 1952 e il 1954 si svolse quindi il concorso per la costruzione del nuovo ponte, poi realizzato tra il 1955 e il 1957.
Ponte alla Vittoria
Per volere del granduca Leopoldo II un ponte sospeso fu costruito nel 1836 dalla ditta Séguin, e fu intitolato a San Leopoldo. Crollato nel 1925 fu sostituito da un ponte in muratura distrutto dai tedeschi durante la ritirata del 1944 e quindi ricostruito nelle forme attuali e cambiando nome nel 1946.
Ponte all’Indiano
chiamato anche Viadotto o Ponte dell’Indiano, è il più recente dei ponti di Firenze, che unisce i quartieri di Peretola e dell’Isolotto tramite una strada a scorrimento veloce che supera il fiume Arno. Si chiama così a causa della tomba di un giovane principe indiano morto a 21 anni durante un viaggio in Europa (faceva tappa a Firenze nel viaggio fra l’India e Londra, si ammalò e chiese di essere sepolto alla confluenza dell’Arno col Mugnone).
Ponte da Verrazzano
è il più giovane della città. Fu, infatti, costruito nel 1965 su progetto di C. Damerini, L. Savioli e V. Scalesse.
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