Le protagoniste di questa esposizione che sottolinea una presenza importante della donna anche in anni poco propensi all’emancipazione, sono:
- Charlotte Bonaparte, nipote di Napoleone, esule in Toscana e sepolta in Santa Croce;
- Carlotta Lenzoni de’ Medici, di antica stirpe fiorentina, promotrice a Certaldo del restauro della casa e della tomba di Boccaccio;
- Emilia Peruzzi Toscanelli, animatrice di un celebre salotto nella Firenze capitale, frequentato anche da Edmondo De Amicis;
- Eleonora Duse, la ‘divina’ interprete delle tragedie dannunziane degli anni della Capponcina;
- Maria Bianca Viviani Della Robbia, collaboratrice del ‘Marzocco’ e ideatrice di varie iniziative filantropico-letterarie;
- Sibilla Aleramo, scrittrice interessata ai temi femminili e femministi, in contatto con gli intellettuali di ‘Lacerba’ e de ‘La Voce’, in particolare con il poeta Dino Campana;
- Laura Orvieto e Amelia Rosselli, entrambe autrici di numerosi libri per l’infanzia, l’una moglie di Angiolo Orvieto, l’altra madre di Carlo e Nello Rosselli;
- Leonetta Cecchi Pieraccini, pittrice vicina alla ’scuola romana’, moglie di Emilio Cecchi;
- Adriana Pincherle, sorella di Alberto Moravia e pittrice attiva a Firenze dagli anni Quaranta;
- Paola Ojetti, figlia di Ugo, ottima traduttrice di Shakespeare, Shaw, Blixen;
- Anna Banti, autrice di romanzi dedicati a protagoniste femminili, saggista, storica dell’arte, moglie di Roberto Longhi.
Per tradurre visivamente questo scorrere di anni e di esperienze, l’architetto Fabrizia Scassellati Sforzolini ha progettato un allestimento che mette a fuoco le identità delle protagoniste attraverso la presentazione di abiti, ritratti, busti, manoscritti, dipinti e oggetti: un insieme che, grazie alla sua evidenza, accompagna il visitatore alla conoscenza e alla scoperta di aspetti meno noti della civiltà toscana del XIX° e del XX° secolo.
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