A 7 secoli dalla morte del sommo architetto e scultore toscano Arnolfo di Cambio, una grande mostra monografica ne celebra l’opera, riunendo per la prima volta a Firenze molte tra le più importanti sculture ormai sparse nelle maggiori collezioni pubbliche e private, in Italia e all’estero.
La mostra Arnolfo. Alle origini del Rinascimento fiorentino è stata allestita nel Museo dell’Opera di Santa Maria del Fiore dal 21 dicembre 2005 al 21 aprile 2006.
Arnolfo di Cambio si formò nella bottega di Nicola Pisano, con il quale lavorò anche ad alcune opere, come il pulpito del Duomo di Siena. Dal 1277 inizia a lavorare autonomamente a Roma, al servizio della corte di Carlo I d’Angiò. Dei primi anni del soggiorno romano devono essere il Monumento funebre del Cardinale Annibaldi (1277 c.) e il Monumento a Carlo d’Angiò (1277).
Nel 1282 Arnolfo realizza, nell’antica chiesa di San Domenico ad Orvieto, il Monumento funebre al Cardinale De Braye. L’equilibrio di architettura e scultura perseguito da Arnolfo si spiega meglio nei cibori di San Paolo fuori le Mura e di Santa Cecilia in Trastevere. Nel 1294-1295 ad Arnolfo viene affidato, dai francescani di Firenze, il progetto per la ricostruzione della chiesa del loro ordine, intitolata a Santa Croce, e nel 1296 viene incaricato della realizzazione del Duomo di Firenze, Santa Maria del Fiore. Ci restano: la Natività al museo dell’opera del Duomo, la Dormitio Virgis oggi ai musei di Berlino, e la Madonna in Trono. Una delle ultime opere di Arnolfo di Cambio fu il Monumento funerario di Bonifacio VIII del quale ci restano solo alcune parti nelle grotte vaticane, tra le quali la statua della pontefice giacente.
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